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.:Streghe e riti
Nei giovedì delle Quattro Temposa, celebrate il mercoledì, venerdì e sabato, all'inizio delle quattro stagioni si riteneva che le streghe si riunissero in vari luoghi del Bresciano per celebrare riti satanici. Tali giovedì erano infatti privi di preghiere e di astinenze e Bernardelli Curuz scriveva "pertanto liberi dai tabù cristiani, compensazione e interruzione della rinunzia mistica, spazio aperto nella griglia liturgica, attraverso il quale rifluivano liberamente tradizioni pagane, legate alla terra e alla sua propiziazione.
Prima e dopo i digiuni e le astinenze imposte dalla Chiesa ci si incontrava in campagna e nei boschetti isolati. Si accendevano falò; si faceva all'amore dove un tempo gli antenati rendevano omaggio a pietre, alberi, fonti in cui albergava il principio della fertilità. Le Quattro Tempora, per forte connotazione rituale, dovevano assumere inoltre un significato magico, sempre legato alla propiziazione e all'abbondanza".
In Valle Trompia i sabba dei giovedì della Tempora avvenivano al "Castello dell'asino" ("castèl", significa anche sporgenza rocciosa), o al "Castello della penna", due vette che raggiungono un'altitudine di circa 1140 metri e che si trovano nel territorio di Marmentino e sopra Tavernole. Durante queste riunioni le streghe compivano malefici sortilegi contro chi non portava loro il dovuto rispetto. Le streghe potevano trasformarsi in pastori, vecchie mendicanti o belle ragazze tentatrici; si riconoscevano sempre però dai piedi di capra, indizio inequivocabile della loro possessione maligna.
Si racconta che l'ultima sia stata scacciata da Marmentino grazie ad una processione alla quale parteciparono tutti gli abitanti.
Continua: Roghi invernali
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