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.:In provincia
In Valle Camonica nel giovedì di mezza Quaresima il rogo della "ècia" è evoca anche antichissimi riti legati alla stregoneria. Nel Cinquecento in valle furono bruciate centinaia di donne accusate di essere "strée", streghe.
Le credenze popolari dicevano essere annidate nei boschi oltre il Tonale, presso Gardone Valtrompia e al Gaver in Val Sabbia.
A Breno, sempre in Valle Camonica, il ricordo del giovedì delle streghe è rimasto nel mercato del "Gioedé de le bele".
In Valle Sabbia nel giovedì della vecchia la "ècia" viene segata a metà, forse in ricordo di torture medievali. Un'altra variante è quella di bruciare la strega su un'altalena.
A Sabbio Chiese il taglio dei pupazzi, "'l spartitur", avviene con un rito elaborato di frastuono, scintille e catene, allegria e distribuzione pubblica di una scodella "dé vin brulè".
A Gardone Valtrompia si bruciano mucchi di sterpi simbolo dell'inverno, del male, della povertà, della miseria e si dice di certe vecchie signore malefiche che da tempo non ci sono pił ma che si vogliono tenere lontane ricordandogli che sarebbero messe al rogo se pensassero di tornare.
Se le superstizioni relative alle streghe sono ormai scomparse, rimangono singolari modi di dire: "Gnà sé gharès pisàt sö la stréa", quando il bestiame rifiuta di mangiare l'erba di un prato; "Sicür ché gha dormìt sö la stréa", se in un campo si trova qualche spazio dove la terra non è produttiva; "Gnà sé la gaès fat dré argòt la stréa", quando una mucca non dà latte o un bue dimagrisce senza una ragione.
Continua: Streghe e riti
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